Sondaggi

Ti sei mai sentito discriminato in quanto omosessuale?
 

Chi è online

 39 visitatori online
Home \ Associazione \ Gruppi \ Mind the gap
Banner
Mind the Gap: l'area Under26 dell'Omphalos PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Mind the Gap: l'area Under26 dell'Omphalos
Chi siamo
Gruppo Scuola
Mind the Gap e l'Arcigay
Report omofobia
BENVENUT* NELL'AREA UNDER28 DELL'OMPHALOS!
In questa pagina potrai trovare tutte le informazioni e le iniziative del Gruppo Giovani di Perugia, il luogo di ritrovo LGBT per i ragazzi dai 16 ai 28 anni!

Clicca qui per tutte le info su incontri e attività!

 

ULTIME NOTIZIE


Bullismo omofobico: ecco i risultati

 

Abstract della ricerca

Obiettivi del progetto

Prima di questa ricerca non esistevano in Italia dati che ci potessero dare un’idea della diffusione del problema del bullismo omofobico. La ricerca “Schoolmates” aveva come obiettivo primario indagare la percezione che la popolazione scolastica (studenti, insegnanti, personale non docente) ha del bullismo omofobico e dell’omosessualità stessa.

Questo progetto di ricerca se ne differenzia poiché intende:

- investigare la presenza e le tipologie di bullismo omofobico presenti nella scuola italiana;

- raccogliere una casistica di episodi di bullismo omofobico;

- studiare l’omofobia negli studenti e nel personale scolastico;

- identificare la terminologia adottata dagli studenti italiani per denigrare gay e lesbiche;

- ricavare dati sui comportamenti attuati dal personale scolastico in caso di bullismo omofobico.

A tale proposito sono state effettuate due ricerche, una di tipo qualitativo con lo scopo di investigare le forme di bullismo omofobico vissute dalle vittime raccogliendone una casistica e l’altra quantitativa con lo scopo di rilevare la diffusione del bullismo omofobico nella scuola italiana.

RICERCA QUALITATIVA

[...]

Risultati

Le storie hanno mostrato la forte presenza delle offese verbali e delle prese in giro, anche se attacchi violenti sul piano fisico non sono rari. L’aggressione o le aggressioni descritte dai partecipanti nell’83,46% (n = 111) risultano essere parte di una serie di azione protratte nel tempo, mentre nei casi rimanenti riguardano essenzialmente episodi isolati.

Il contesto delle attività scolastiche in cui avvengono maggiormente episodi di aggressioni omofobiche risulta essere quello dell’intervallo e della mensa, a seguire abbiamo riscontrato il momento della lezione. Il luogo in cui si sono verificati maggiormente episodi di bullismo omofobico è senza dubbio la classe. La maggioranza dei partecipanti (n = 93; 70%) ha riportato che non erano presenti i professori ma solo alcuni compagni mentre 25 partecipanti (19%) hanno risposto che era presente la classe (tutta o almeno quasi tutta), professori inclusi.

Le aggressioni riportate si sono verificate soprattutto in quel periodo che coincide con l’ingresso nella scuola secondaria di primo grado fino ai primi tre-quattro anni di scuola secondaria di secondo grado. Abbiamo chiesto se l’aggressione specifica o la serie di aggressioni potessero avere delle conseguenze per la vita della persona. Dalle risposte emerse le reazioni di disagio psicologico sono le più menzionate, a seguire quelle di insuccesso scolastico e per ultime le problematiche di integrazione sociale nel contesto scolastico. Vale la pena menzionare il fatto che per 22 partecipanti tali aggressioni non hanno comportato nessuna conseguenza.

La maggior parte dei partecipanti (n = 78, 59%) ha indicato, fra gli interventi volti a contrastare episodi di aggressioni omofobiche, l’importanza dell’educazione alle diversità rivolta non solo a studenti ma anche a insegnanti.

RICERCA QUANTITATIVA

[...]

Risultati

Solo un terzo degli studenti non ha udito epiteti omofobi e prese in giro nei confronti di maschi nell’ultimo mese a scuola. Per uno studente su cinque queste espressioni fanno parte della vita scolastica quotidiana.

Uno studente su 13 ha assistito almeno una volta nell’ultimo mese ad aggressioni omofobe di tipo fisico (calci e/o pugni). Se fra gli studenti gli epiteti omofobi e le prese in giro erano i più frequenti, fra gli insegnanti troviamo soprattutto dicerie e prese in giro. Gli insegnanti non riportano di essere a conoscenza di episodi di molestie sessuali oppure di aggressioni fisiche.

Nei confronti delle femmine i comportamenti più frequenti sono epiteti, prese in giro e dicerie. In ogni caso la diffusione dell’esposizione a tali comportamenti riguarda un terzo dei partecipanti. Epiteti, prese in giro e dicerie nei confronti di femmine sebbene riconosciuti dagli insegnanti come più diffusi, sono riportati in percentuali minori.

Gli insegnanti risultano poco o per nulla consapevoli degli atti di aggressione fisica, di cyberbullismo e di molestie sessuali.

Circa metà degli studenti riportano di avere utilizzato epiteti nei confronti di amici e compagni che si pensava gay e circa un quarto degli studenti riporta di averli utilizzati nei confronti di un’amica e nei confronti di una compagna che si pensava fosse lesbica.

Un totale di circa 172 studenti (19,93%) potrebbe rientrare nei criteri di bullo secondo i criteri di Fonzi (1997) e Olweus (1993), avendo commesso almeno una tipologia fra i comportamenti indicati con cadenza settimanale nell’ultimo mese. Escludendo l’utilizzo di epiteti omofobi nei confronti di compagni e compagne di cui si pensava fossero gay o lesbiche, 115 studenti (13,33%) potrebbero essere considerati bulli. Un totale di 32 studenti (3,71%) hanno subito atti di bullismo omofobico a scuola con una cadenza almeno settimanale. Essi possono essere considerati vittime secondo i criteri di Fonzi (1997) e Olweus (1993).

La presenza di bullismo omofobico sembra dipendere da alcune variabili. La prima investigata è l’età: col passare degli anni ci sia una leggera diminuzione del fenomeno. Fra le differenze di genere, abbiamo trovato che i maschi hanno avuto una maggiore probabilità di compiere atti rivolti a maschi e a femmine presunti omosessuali in tutti i comportamenti considerati eccetto che per utilizzo di epiteti omofobi. Se rivolto a maschi, tale comportamento risulta essere equamente distribuito, mentre se rivolto a femmine è meno diffuso tra i maschi. Risultano lievi, anche se significative le differenze sulla base della provenienza regionale e della tipologia di istituto. Un ultimo risultato degno di nota è che all’aumentare dell’omofobia degli studenti aumenta la probabilità di avere commesso atti di bullismo omofobico a scuola nel mese precedente.

 

Leggi l'articolo intero su Arcigay.it



 

Home \ Associazione \ Gruppi \ Mind the gap
 

Ultime dal forum gruppo mind the gap

in Mind the Gap by Tonks, 06-07-10 16:20
in Mind the Gap by Tonks, 06-07-10 16:03
in Mind the Gap by Tonks, 06-07-10 15:46

Accedi al portale


Inserisci i tuoi dati per accedere ai servizi del portale e del forum, oppure crea un nuovo account!

Sostienici!