Chiediamo scusa ai gay e alle loro famiglie

cuoreLa canzone di Povia “Luca era gay” riletta dall’Osservatorio di Psicologia nei Media – Luigi D’Elia 

 

 

Le considerazioni che come professionisti delle relazioni e del mondo psichico qui facciamo non riguardano certamente il contenuto artistico della canzone, sul quale non vogliamo entrare.

Anzi pensiamo che ogni opera d’arte possa rappresentare aspetti dell’animo umano e in tal senso pensiamo che persino l’omofobia come altre posizioni psicologicamente “difensive” possano avere cittadinanza in un contesto artistico, in determinate culture, compresa la nostra.

Né immaginiamo che le osservazioni di uno psicologo possano mai intendersi come restrittive per qualunque forma espressiva, avremmo in tal caso derogato al motivo stesso che ci orienta come psicologi.

La banca BHW apre la frontiera dei diritti

Ufficio stampa Arcigay, 4 marzo 2009

Il 5 marzo 2009 a Milano davanti alla stampa firmata la convenzione stipulata tra Arcigay e BHW Bausparkasse AG – Succurasale Italiana, che introduce in Italia la possibilità di mutui agevolati per le persone e le coppie omosessuali, durante la conferenza di presentazione presso il Circolo della Stampa, a Palazzo Serbelloni, Corso Venezia 16.

BHW è la prima banca ad offrire uno sconto sul tasso del mutuo (0,15% sul tasso dello spread) ai soci e alle socie di Arcigay, dando così un riconoscimento di dignità sia ai singoli gay e lesbiche, sia alle coppie dello stesso sesso.

BHW è la banca leader in Germania per i mutui casa, coprendo circa l’80% del mercato. In Italia è convenzionata con una serie di prestigiosi soggetti (per esempio, i Ministeri dell’Economia, della Giustizia, del Welfare, degli Interni, Carabinieri e Polizia, il Quirinale, l’Associazione Nazionale Magistrati, RAI, Fiat…) per offrire mutui agevolati ai dipendenti/associati di tali soggetti.

“Con questa convenzione Arcigay intende aiutare le coppie omosessuali a mettere su casa, come luogo fisico ma anche come luogo degli affetti e delle relazioni sociali.” – dichiara il presidente nazionale Aurelio Mancuso –“Apprezziamo che BHW con questa offerta mandi un messaggio chiaro. Invitiamo tutte le persone LGBT a a scegliere BHW come propria banca per il mutuo.”

Milk, 2 Oscar all’intelligenza

Il film Milk, che racconta la storia del leader gay di San Francisco Harvey Milk, ha vinto il 23 febbraio 2009 2 Premi Oscar.

Il primo è andato a Dustin Lance Black per la Miglior Sceneggiatura Originale e l’altro a Sean Penn come Miglior Attore Protagonista.

Mentre in Italia impazza una polemica non sense sul fatto se Luca era gay o meno, e se si possa guarire dall’omosessualità, il film manifesto della comunità LGBT USA e mondiale agguanta questo importante riconoscimento.

Segnale di speranza e di gioia sono state anche le dichiarazioni dei due premiati, mentre ritiravano l’Oscar.

Sean Penn:

“Penso sia il momento giusto per tutti coloro che hanno votato contro i matrimoni gay affinché si siedano e riflettano, e comincino a vergognarsi e a leggere la vergogna negli occhi dei loro nipoti, se dovessero mai continuare a portare avanti le loro posizioni. Dobbiamo avere diritti uguali per tutti.”

 

Striscia la notizia, ecco com’è nata la canzone “Luca era gay”

La canzone ”Luca era gay”, presentata all’ultimo Festival di Sanremo da Povia, e’ tuttora al centro di polemiche per il modo ”particolare” con il quale e’ stato affrontato il tema dell’omosessualita’.

Striscia la Notizia e’ in grado di rivelare in quale contesto Povia e’ venuto a conoscenza della storia di Luca, da cui poi avrebbe tratto ispirazione per la sua canzone.

”Nell’ottobre del 2007 – sottolinea l’ufficio stampa del programma – Striscia si e’ occupata di Arkeon, un’associazione in cui alcuni ex adepti avevano segnalato al tg satirico che i leader del gruppo millantavano di poter curare gravi malattie e ne denunciavano anche i metodi coercitivi e violenti.

Padre Cantalamessa, conduttore del programma ”A sua immagine”, ha promosso le attivita’ di Arkeon dedicandole una puntata e raccontando come avesse aiutato un ragazzo a uscire dalla condizione di omosessualita’. Il nome del ragazzo era proprio Luca…

Lo strano caso di Povia

Da metà dicembre, quando è uscita l’anticipazione sul titolo Luca era gay, è scoppiato il finimondo. Lo abbiamo provocato noi, ne siamo responsabili, abbiamo volutamente abboccato ad un amo sapientemente ripieno di ghiotte esche.

Lo abbiamo fatto perché era inevitabile una nostra dura reazione, lo abbiamo fatto consapevoli che ciò faceva parte del gioco perverso di costruire un evento-canzone-manifesto, che avrebbe avuto una grande eco, un successo assolutamente immeritato. E’ meglio perdere che perdersi, recita un’efficace frase che riassume il dovere di non esser complici di idee e teorie pericolose e false.

Seguendo questo ragionamento fino in fondo si potrebbe dire che però abbiamo comunque perso, perché Povia è arrivato secondo, ha ottenuto una grandissima visibilità, noi siamo stati insultati in ogni palinsesto possibile, senza in pratica alcuna possibilità di replica.

L’opinione pubblica di destra tutta schierata a favore di Povia, una parte di quella di sinistra pure, molti omosessuali, blog e siti gay, infastiditi dalla nostra azione e contrari a tutto questo clamore.

Allo stesso tempo una parte importante del mondo della cultura e dello spettacolo ha esternato disgusto e contrarietà rispetto all’operazione Povia, moltissimi gay si sono immedesimati e convinti che dovevamo difendere la nostra dignità, anche tra i giornalisti era evidente un certo fastidio.

La macchina schiacciasassi di Bonolis, corredata dai vomitevoli siparietti con Laurenti, ha saputo fagocitare tutto: da Povia a Benigni, dal balletto degli sposi ai triangoli rosa portati da alcuni artisti.

Non dobbiamo guarire da nulla!

Brescia, il Gruppo LOT considera esplicitamente l’omosessualità una malattia. Chiediamo al Ministero della Salute di indagare sui metodi utilizzati

Siamo venuti in possesso delle regole di partecipazione al gruppo di “guarigione” organizzato dal Gruppo Lot a Brescia. A differenza di quanto affermano sulla stampa, le loro teorie parlano proprio di “processo di guarigione”, e non di un “gruppo di persone che si riunisce a pregare”.

Questi stregoni manipolatori si approfittano della paura delle persone e giocano con i loro sentimenti, demonizzando quello che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce “una variabile naturale dell’identità e del comportamento umano” – dichiara il presidente nazionale Arcigay Aurelio Mancuso – “Noi continueremo a renderci visibili e a portare alla luce la storia di milioni di persone gay e lesbiche che vivono con pienezza e felicità la loro omosessualità. Continueremo a denunciare la volontà di questi predicatori di rendere infelici le persone attraverso la diffusione di idee anti-scientifiche e basate sul terrorismo psicologico che non fanno altro che alimentare l’omofobia in questo Paese”. ”Chiediamo inoltre al Ministero della Salute di intervenire, indagando sui metodi utilizzati da questi gruppi nei loro “corsi di guarigione”.

Guariamo l’Italia dal pregiudizio

Siamo donne e uomini che operano nel mondo della comunicazione, della cultura, dello spettacolo, che vogliono reagire al tentativo di restaurare in Italia un clima di oscurantismo, imponendo una visione di maschile e femminile che non lascia spazio all’affermazione della personalità dei singoli, dei diritti civili e delle libertà. In particolare è in atto una…

Se m’innamoro

Ecco la nostra manifestazione d’amore a Sanremo

Si svolgerà sabato 21 febbraio 2009 – giorno della serata finale del Festival della Canzone Italiana 2009 – a partire dalle ore 15.00 con un concentramento in Corso Trento e Trieste, per le strade di Sanremo la manifestazione nazionale “Se m’innamoro”.

La manifestazione è promossa e organizzata da Arcigay, Arci Liguria, Arci Imperia, ArciLesbica, Famiglie Arcobaleno, Agedo.

Il titolo prende spunto da una delle canzoni vincitrici del Festival, quella del 1985, cantata dai Ricchi e Poveri, inno festoso che contiene nel suo testo anche dei versi che con leggerezza rivendicano l’universalità dell’amore: “Ma guarda il mondo come è strano, si stupisce se ti dico che ti amo ma se ci togli anche l’amore, dopo averci tolto tutto, dove andiamo?”

Guariamo l’Italia dal pregiudizio

Non dobbiamo guarire da nulla!

Innamorati senza diritti 2009

In questa Italia strana, nella quale la politica e i media veicolano il messaggio per cui l’amore fra due persone costituisce le fondamenta della società mentre quello fra altre due è nocivo per il corretto sviluppo di questa stessa società, noi rimaniamo sbalorditi.

Da mesi, da anni notiamo una pigrizia irrimediabilmente incarnita nei centri del potere di questo Paese.

Ci rendiamo conto che i diritti sono considerati privilegi e terreno di conquista.

È sotto gli occhi di tutti che l’estensione dei diritti matrimoniali anche alle coppie omosessuali non porterebbe nessuno scompiglio nell’equilibrio di questo Paese che è anche nostro, ma notiamo che il mondo della politica e molti pensatori della stampa ritengono meglio fingere che non sia opportuno.

Siamo incoraggiati dal fatto che anche su questo la società è avanti moltissimo rispetto alla politica

14 febbraio 2009 dalle 18:00 alle 20:00  Perugia, Piazza della Repubblica

Ciao Eluana

Quella ragazza che amavamo

 

Ormai la diversità dei pensieri si era tramutata in una dannazione reciproca, una messa al bando, una insofferenza esasperata. E neanche ora, neanche in hora mortis nostrae, si rimarginerà, temo.

Ma, forse solo per un piccolo risarcimento, forse perché è la cosa più importante, possiamo riconoscerci tutti – quasi tutti – in un acquisto dapprincipio imprevedibile, e che non era nei propositi.

Abbiamo tutti – quasi tutti: non fa bene ignorare il cinismo e la cattiveria vera – voluto molto bene alla ragazza Eluana.

Le abbiamo voluto sempre più bene, man mano che passavano gli anni e la ferita si esacerbava mille volte di nuovo e noi intanto diventavamo grandi o vecchi, nascevamo e ci ammalavamo e, qualcuno, morivamo: e quel viso di ragazza continuava a guardarci illeso dal tempo e dalla sventura.

Perugia contro il reato di omosessualità

La notizia cattiva è che in 90 paesi del mondo l’omosessualità è considerata un reato e punita in modo diverso fino ad arrivare, in 9 stati, alla pena di morte.

 

La notizia buona è che il Comune di Perugia lo scorso lunedì 26 gennaio ha deciso di sottoscrivere e sostenere il testo “Depenalizzazione universale dell’omosessualità”.

Si tratta dello stesso documento che recentemente la Presidenza dell’Unione Europea, guidata dalla Francia, presentò all’assemblea generale delle Nazioni Unite.

 

É un documento che fece molto discutere visto che la Chiesa, per mano di Mons. Celestino Migliore – osservatore vaticano presso l’Onu – ne prese le distanze segnalando che “depenalizzare l’omosessualità potrebbe significare discriminare i Paesi che non si allineano”.