Lettera ai Soci e alle Socie

Care socie e cari soci di Arcigay,

 

dopo il Consiglio nazionale di Bologna che ha approvato il bilancio consuntivo 2008 e quello preventivo 2009, descriviamo alcune importanti novità di cui vi vogliamo fare partecipi.

 

A voi, e solo a voi, vogliamo fornire tutte le informazioni affinché siate sempre più partecipi dell’attività della nostra Associazione, condividendo i progressi e le prospettive future. Onoriamo così un dovere di trasparenza, una volontà di ascolto e di comunicazione, che reputiamo strumento indispensabile per proseguire la nostra battaglia di cambiamento sociale e di progresso civile nel nostro Paese.

Figli e figlie di genitori gay. Di una sola metà del cielo.

In Italia più di centomila i ragazzi di genitori gay: “Nuclei senza diritti”.
Gli esperti: “Relazioni che funzionano”

Hanno due mamme. O due papà. A volte tre genitori. Sono centomila in Italia secondo le ultime stime, ma forse molti di più. I più grandi sfiorano l’adolescenza, i più piccoli, concepiti all’estero nei centri di fecondazione assistita, hanno pochi anni, alcuni pochi mesi. 

Bimbi sereni dicono gli psicologi, gli insegnanti, i pediatri che li analizzano e li “monitorano” fin dalla culla negli Stati Uniti, in Francia, in Germania, in Inghilterra, e adesso anche in Italia. Nati da relazioni eterosessuali o nella coppia omosessuale stessa, tra due donne o due uomini, complice la Scienza e le più ardite tecniche di procreazione artificiale: sono l’ultima frontiera della famiglia, la più inedita, la meno riconosciuta, la più controversa.

Si chiamano nuclei “omogenitoriali”, adattamento dal francese homoparentalité, per l’anagrafe italiana non esistono, la legge li ignora, la Chiesa li condanna, le istituzioni li osteggiano.

Polemica sui preservativi Francia e Germania contro il Papa

«Le sue frasi mettano in pericolo la protezione della vita umana», ma la posizione del Vaticano non cambia

PARIGI – Francia e Germania contro il Papa, o meglio contro le sue opinioni rese note prima della sua attuale visita in Africa, a proposito dell’inutilità dell’uso del preservativo. E la Santa Sede ha replicato tempestivamente senza cambiare di una virgola la sua posizione, ma cancellando però il termine preservativo dal discorso del Papa pubblicato sul sito del Vaticano.

FRANCIA – «La Francia – ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Eric Chevallier – esprime fortissima preoccupazione davanti alle conseguenze di queste frasi di Benedetto XVI». «Se non spetta a noi dare un giudizio sulla dottrina della Chiesa – ha aggiunto – riteniamo che frasi del genere mettano in pericolo le politiche di sanità pubblica e gli imperativi di protezione della vita umana».

Congresso 2009

ARCIGAY PERUGIA A CONGRESSO: TEMPO DI AUTOCRITICA E NUOVA ENERGIA.

 

Il Comitato Provinciale perugino Arcigay e il Circolo Arcigay Arcilesbica Omphalos di Perugia hanno indetto i propri Congressi ed eletto un nuovo Consiglio Direttivo per ognuna delle due associazioni.

Presente ai lavori Maria Pia Serlupini, consigliere comunale di Perugia e delegata per le politiche delle differenze e delle pari opportunità, la quale ha salutato i presenti e assicurato la solidarietà del sindaco uscente e di Vladimiro Boccali, candidato sindaco.

Gianpietro Bucciarelli, Presidente uscente del Comitato provinciale perugino Arcigay ha ricordato la lenta e lunga strada percorsa fin qui dall’associazionismo omosessuale a Perugia.

“Purtroppo il momento storico non ci aiuta – ha sottolineato – infatti rispetto a due anni fa siamo passati dalla discussione del riconoscimento di diritti di cittadinanza al rimettere in dubbio la sacrosanta naturalezza dell’orientamento sessuale di tipo omosessuale”

Chiediamo scusa ai gay e alle loro famiglie

cuoreLa canzone di Povia “Luca era gay” riletta dall’Osservatorio di Psicologia nei Media – Luigi D’Elia 

 

 

Le considerazioni che come professionisti delle relazioni e del mondo psichico qui facciamo non riguardano certamente il contenuto artistico della canzone, sul quale non vogliamo entrare.

Anzi pensiamo che ogni opera d’arte possa rappresentare aspetti dell’animo umano e in tal senso pensiamo che persino l’omofobia come altre posizioni psicologicamente “difensive” possano avere cittadinanza in un contesto artistico, in determinate culture, compresa la nostra.

Né immaginiamo che le osservazioni di uno psicologo possano mai intendersi come restrittive per qualunque forma espressiva, avremmo in tal caso derogato al motivo stesso che ci orienta come psicologi.

La banca BHW apre la frontiera dei diritti

Ufficio stampa Arcigay, 4 marzo 2009

Il 5 marzo 2009 a Milano davanti alla stampa firmata la convenzione stipulata tra Arcigay e BHW Bausparkasse AG – Succurasale Italiana, che introduce in Italia la possibilità di mutui agevolati per le persone e le coppie omosessuali, durante la conferenza di presentazione presso il Circolo della Stampa, a Palazzo Serbelloni, Corso Venezia 16.

BHW è la prima banca ad offrire uno sconto sul tasso del mutuo (0,15% sul tasso dello spread) ai soci e alle socie di Arcigay, dando così un riconoscimento di dignità sia ai singoli gay e lesbiche, sia alle coppie dello stesso sesso.

BHW è la banca leader in Germania per i mutui casa, coprendo circa l’80% del mercato. In Italia è convenzionata con una serie di prestigiosi soggetti (per esempio, i Ministeri dell’Economia, della Giustizia, del Welfare, degli Interni, Carabinieri e Polizia, il Quirinale, l’Associazione Nazionale Magistrati, RAI, Fiat…) per offrire mutui agevolati ai dipendenti/associati di tali soggetti.

“Con questa convenzione Arcigay intende aiutare le coppie omosessuali a mettere su casa, come luogo fisico ma anche come luogo degli affetti e delle relazioni sociali.” – dichiara il presidente nazionale Aurelio Mancuso –“Apprezziamo che BHW con questa offerta mandi un messaggio chiaro. Invitiamo tutte le persone LGBT a a scegliere BHW come propria banca per il mutuo.”

Milk, 2 Oscar all’intelligenza

Il film Milk, che racconta la storia del leader gay di San Francisco Harvey Milk, ha vinto il 23 febbraio 2009 2 Premi Oscar.

Il primo è andato a Dustin Lance Black per la Miglior Sceneggiatura Originale e l’altro a Sean Penn come Miglior Attore Protagonista.

Mentre in Italia impazza una polemica non sense sul fatto se Luca era gay o meno, e se si possa guarire dall’omosessualità, il film manifesto della comunità LGBT USA e mondiale agguanta questo importante riconoscimento.

Segnale di speranza e di gioia sono state anche le dichiarazioni dei due premiati, mentre ritiravano l’Oscar.

Sean Penn:

“Penso sia il momento giusto per tutti coloro che hanno votato contro i matrimoni gay affinché si siedano e riflettano, e comincino a vergognarsi e a leggere la vergogna negli occhi dei loro nipoti, se dovessero mai continuare a portare avanti le loro posizioni. Dobbiamo avere diritti uguali per tutti.”

 

Striscia la notizia, ecco com’è nata la canzone “Luca era gay”

La canzone ”Luca era gay”, presentata all’ultimo Festival di Sanremo da Povia, e’ tuttora al centro di polemiche per il modo ”particolare” con il quale e’ stato affrontato il tema dell’omosessualita’.

Striscia la Notizia e’ in grado di rivelare in quale contesto Povia e’ venuto a conoscenza della storia di Luca, da cui poi avrebbe tratto ispirazione per la sua canzone.

”Nell’ottobre del 2007 – sottolinea l’ufficio stampa del programma – Striscia si e’ occupata di Arkeon, un’associazione in cui alcuni ex adepti avevano segnalato al tg satirico che i leader del gruppo millantavano di poter curare gravi malattie e ne denunciavano anche i metodi coercitivi e violenti.

Padre Cantalamessa, conduttore del programma ”A sua immagine”, ha promosso le attivita’ di Arkeon dedicandole una puntata e raccontando come avesse aiutato un ragazzo a uscire dalla condizione di omosessualita’. Il nome del ragazzo era proprio Luca…

Lo strano caso di Povia

Da metà dicembre, quando è uscita l’anticipazione sul titolo Luca era gay, è scoppiato il finimondo. Lo abbiamo provocato noi, ne siamo responsabili, abbiamo volutamente abboccato ad un amo sapientemente ripieno di ghiotte esche.

Lo abbiamo fatto perché era inevitabile una nostra dura reazione, lo abbiamo fatto consapevoli che ciò faceva parte del gioco perverso di costruire un evento-canzone-manifesto, che avrebbe avuto una grande eco, un successo assolutamente immeritato. E’ meglio perdere che perdersi, recita un’efficace frase che riassume il dovere di non esser complici di idee e teorie pericolose e false.

Seguendo questo ragionamento fino in fondo si potrebbe dire che però abbiamo comunque perso, perché Povia è arrivato secondo, ha ottenuto una grandissima visibilità, noi siamo stati insultati in ogni palinsesto possibile, senza in pratica alcuna possibilità di replica.

L’opinione pubblica di destra tutta schierata a favore di Povia, una parte di quella di sinistra pure, molti omosessuali, blog e siti gay, infastiditi dalla nostra azione e contrari a tutto questo clamore.

Allo stesso tempo una parte importante del mondo della cultura e dello spettacolo ha esternato disgusto e contrarietà rispetto all’operazione Povia, moltissimi gay si sono immedesimati e convinti che dovevamo difendere la nostra dignità, anche tra i giornalisti era evidente un certo fastidio.

La macchina schiacciasassi di Bonolis, corredata dai vomitevoli siparietti con Laurenti, ha saputo fagocitare tutto: da Povia a Benigni, dal balletto degli sposi ai triangoli rosa portati da alcuni artisti.

Non dobbiamo guarire da nulla!

Brescia, il Gruppo LOT considera esplicitamente l’omosessualità una malattia. Chiediamo al Ministero della Salute di indagare sui metodi utilizzati

Siamo venuti in possesso delle regole di partecipazione al gruppo di “guarigione” organizzato dal Gruppo Lot a Brescia. A differenza di quanto affermano sulla stampa, le loro teorie parlano proprio di “processo di guarigione”, e non di un “gruppo di persone che si riunisce a pregare”.

Questi stregoni manipolatori si approfittano della paura delle persone e giocano con i loro sentimenti, demonizzando quello che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce “una variabile naturale dell’identità e del comportamento umano” – dichiara il presidente nazionale Arcigay Aurelio Mancuso – “Noi continueremo a renderci visibili e a portare alla luce la storia di milioni di persone gay e lesbiche che vivono con pienezza e felicità la loro omosessualità. Continueremo a denunciare la volontà di questi predicatori di rendere infelici le persone attraverso la diffusione di idee anti-scientifiche e basate sul terrorismo psicologico che non fanno altro che alimentare l’omofobia in questo Paese”. ”Chiediamo inoltre al Ministero della Salute di intervenire, indagando sui metodi utilizzati da questi gruppi nei loro “corsi di guarigione”.