Polemica sui preservativi Francia e Germania contro il Papa

«Le sue frasi mettano in pericolo la protezione della vita umana», ma la posizione del Vaticano non cambia

PARIGI – Francia e Germania contro il Papa, o meglio contro le sue opinioni rese note prima della sua attuale visita in Africa, a proposito dell’inutilità dell’uso del preservativo. E la Santa Sede ha replicato tempestivamente senza cambiare di una virgola la sua posizione, ma cancellando però il termine preservativo dal discorso del Papa pubblicato sul sito del Vaticano.

FRANCIA – «La Francia – ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Eric Chevallier – esprime fortissima preoccupazione davanti alle conseguenze di queste frasi di Benedetto XVI». «Se non spetta a noi dare un giudizio sulla dottrina della Chiesa – ha aggiunto – riteniamo che frasi del genere mettano in pericolo le politiche di sanità pubblica e gli imperativi di protezione della vita umana».

Chiediamo scusa ai gay e alle loro famiglie

cuoreLa canzone di Povia “Luca era gay” riletta dall’Osservatorio di Psicologia nei Media – Luigi D’Elia 

 

 

Le considerazioni che come professionisti delle relazioni e del mondo psichico qui facciamo non riguardano certamente il contenuto artistico della canzone, sul quale non vogliamo entrare.

Anzi pensiamo che ogni opera d’arte possa rappresentare aspetti dell’animo umano e in tal senso pensiamo che persino l’omofobia come altre posizioni psicologicamente “difensive” possano avere cittadinanza in un contesto artistico, in determinate culture, compresa la nostra.

Né immaginiamo che le osservazioni di uno psicologo possano mai intendersi come restrittive per qualunque forma espressiva, avremmo in tal caso derogato al motivo stesso che ci orienta come psicologi.

Striscia la notizia, ecco com’è nata la canzone “Luca era gay”

La canzone ”Luca era gay”, presentata all’ultimo Festival di Sanremo da Povia, e’ tuttora al centro di polemiche per il modo ”particolare” con il quale e’ stato affrontato il tema dell’omosessualita’.

Striscia la Notizia e’ in grado di rivelare in quale contesto Povia e’ venuto a conoscenza della storia di Luca, da cui poi avrebbe tratto ispirazione per la sua canzone.

”Nell’ottobre del 2007 – sottolinea l’ufficio stampa del programma – Striscia si e’ occupata di Arkeon, un’associazione in cui alcuni ex adepti avevano segnalato al tg satirico che i leader del gruppo millantavano di poter curare gravi malattie e ne denunciavano anche i metodi coercitivi e violenti.

Padre Cantalamessa, conduttore del programma ”A sua immagine”, ha promosso le attivita’ di Arkeon dedicandole una puntata e raccontando come avesse aiutato un ragazzo a uscire dalla condizione di omosessualita’. Il nome del ragazzo era proprio Luca…

Lo strano caso di Povia

Da metà dicembre, quando è uscita l’anticipazione sul titolo Luca era gay, è scoppiato il finimondo. Lo abbiamo provocato noi, ne siamo responsabili, abbiamo volutamente abboccato ad un amo sapientemente ripieno di ghiotte esche.

Lo abbiamo fatto perché era inevitabile una nostra dura reazione, lo abbiamo fatto consapevoli che ciò faceva parte del gioco perverso di costruire un evento-canzone-manifesto, che avrebbe avuto una grande eco, un successo assolutamente immeritato. E’ meglio perdere che perdersi, recita un’efficace frase che riassume il dovere di non esser complici di idee e teorie pericolose e false.

Seguendo questo ragionamento fino in fondo si potrebbe dire che però abbiamo comunque perso, perché Povia è arrivato secondo, ha ottenuto una grandissima visibilità, noi siamo stati insultati in ogni palinsesto possibile, senza in pratica alcuna possibilità di replica.

L’opinione pubblica di destra tutta schierata a favore di Povia, una parte di quella di sinistra pure, molti omosessuali, blog e siti gay, infastiditi dalla nostra azione e contrari a tutto questo clamore.

Allo stesso tempo una parte importante del mondo della cultura e dello spettacolo ha esternato disgusto e contrarietà rispetto all’operazione Povia, moltissimi gay si sono immedesimati e convinti che dovevamo difendere la nostra dignità, anche tra i giornalisti era evidente un certo fastidio.

La macchina schiacciasassi di Bonolis, corredata dai vomitevoli siparietti con Laurenti, ha saputo fagocitare tutto: da Povia a Benigni, dal balletto degli sposi ai triangoli rosa portati da alcuni artisti.

Ciao Eluana

Quella ragazza che amavamo

 

Ormai la diversità dei pensieri si era tramutata in una dannazione reciproca, una messa al bando, una insofferenza esasperata. E neanche ora, neanche in hora mortis nostrae, si rimarginerà, temo.

Ma, forse solo per un piccolo risarcimento, forse perché è la cosa più importante, possiamo riconoscerci tutti – quasi tutti – in un acquisto dapprincipio imprevedibile, e che non era nei propositi.

Abbiamo tutti – quasi tutti: non fa bene ignorare il cinismo e la cattiveria vera – voluto molto bene alla ragazza Eluana.

Le abbiamo voluto sempre più bene, man mano che passavano gli anni e la ferita si esacerbava mille volte di nuovo e noi intanto diventavamo grandi o vecchi, nascevamo e ci ammalavamo e, qualcuno, morivamo: e quel viso di ragazza continuava a guardarci illeso dal tempo e dalla sventura.

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