IN MEMORIA DI TUTTE LE VITTIME TRANSESSUALI E TRANSGENDER

Perugia, 20 novembre 2008

TDOR – Transgender Day Of Remembrance
In memoria di tutte le vittime Transessuali e Transgender

Morire per quello che si è e che non si può cambiare. Morire perchè a qualcuno non piace la nostra natura. Morire per l’idiozia di gente violenta e ottusa. Morire. Ammazzati. Questo succede alle persone transessuali e transgender quando la loro esistenza disturba le tiepide sicurezze di un teppista, di un ignobile codardo, di un assassino.

Sono ventinove le vittime della transfobia: ventinove persone sono state uccise dal 20 novembre 2007 a oggi semplicemente perché transessuali. Gli Stati uniti hanno il primato di questa assurda e violenta classifica: sul suolo della più solida democrazia del mondo sono state assassinate 16 persone transessuali o transgender ma l’Italia è seconda. Siamo secondi, con tre vittime, insieme all’Iraq!

Per questo il circolo Arcigay Arcilesbica Omphalos di Perugia ha organizzato alle 21.30 del 20 novembre 2008 una manifestazione pacifica davanti alla propria sede in via della Pallotta. Si chiama CaldleLight, è un sit-in illuminato dalla debole fiamma delle candele. Verranno ricordate tutte le vittime della transfobia: quelle di cui si conosce il nome, quelle che risultano prive di identità, quelle assassinate nelle strade delle nostre metropoli o quelle che il boia iracheno ha ucciso per volere di un tribunale.

In particolare i militanti dell’Omphalos e tutti quelli che hanno a cuore un paese in cui sia possibile vivere, nonostante il proprio genere, penseranno a Samantha, massacrata sotto gli occhi di una telecamera nel centro di Milano nell’agosto 2008, ad Alice, uccisa a Bologna nel settembre 2008, alla trans senza nome assassinata a Cermenate, vicino Como, nel luglio 2008.

Di loro la più giovane aveva quindici anni. Tutte vittime innocenti di una ferocia cieca e inaudita. E poi si penserà anche alle decine di trans perugine che ogni giorno sentono ferita la prorpia dignità nel leggere sui cartelli stradali o sui muri nei pressi dell’ospedale della nostra città che “Trans è uguale a Aids”. Quello spry e quelle parole le feriscono: loro, oggi, sono già vittime della violenza di gente rozza e pericolosa. Sono vittime anche se vive.

Roberto Mauri
Arcigay Arcilesbica Omphalos Perugia

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